Mercoledì scorso ho avuto una giornata decisamente molto pesante.  Avevo pianto per quasi tre ore (o forse più) e l’unica cosa di cui avevo voglia era andare a casa a piangere ancora un po’, ma avevo fissato un appuntamento da tempo, così io e le mie lacrime, siamo saliti in auto e siamo andati a prendere un aspirante attore, Luigi.
Più volte nel corso del viaggio mi sono chiesta se avesse un senso che io andassi fino a Modena per assistere ad una lezione di teatro, quando sarei arrivata li con naso rosso e gli occhi gonfi ed emaciati, ciò nonostante sono riuscita ad arrivare fino a Trame, anche grazie alla spassosa conversazione avuta con Luigi.

santo2.jpgAbbiamo parcheggiato a meno di dieci passi dal laboratorio, che per altro restando al livello della strada, con una bellissima vetrata mi ha dato l’impressione di affacciarmi in una “bottega dell’artista”. Emozione e timore, si sono subito impossessate di me, calmate però dall’abbraccio e dal sorriso di Roberta Spaventa, regista (ma anche attrice) della Compagnia Peso Specifico, che mi ha accolta come se fossi appena arrivata a casa, in famiglia.

Ero convinta che non sarei riuscita a finire la serata e che ad un certo punto avrei cercato un modo per fuggire, ma così non è stato…

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Ho fatto le solite domande di rito, quelle che un bravo giornalista dovrebbe fare quando si approccia ad una disciplina che non conosce e non gli appartiene, fino a quando gli ho chiesto “Quanti anni hanno i vostri allievi?”
Roberta, mi ha guardato e con il suo carismatico sorriso mi ha risposto “Il teatro non ha età!”
E’ stata con questa risposta, enigmatica ma sincera, che ho compreso quanto stessi sbagliano il mio approccio a quello che questi ragazzi e ragazze, più o meno giovani, stavano per fare. Volevo avere tecnica e scienza, invece mi serviva solo aprire il cuore e così, mi sono messa in ascolto. 

Con il mio fidato cellulare in mano ho cominciato a prendere appunti per decidere cosa raccontare e cosa invece tenere per me, ma in realtà quel cellulare è stato solo fonte di distrazione e vi garantisco che la prossima volta, il mio Samsung bianco se ne resterà chiuso e spento nella borsa.

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Santo Marino, attore (ma anche regista) ha iniziato la conduzione del laboratorio mettendo tutti in cerchio e prendendo in mano un attrezzo che tanto somigliava ad un’arma, un lungo bastone bianco e poi… Ha iniziato a lanciarlo!!! Già, pare che questo lungo bastone, serva per imparare cose molto belle, come: il ritmo, l’osservazione, il prendersi cura di se ma anche degli altri e imparare a comunicare con lo sguardo. 

Tutti erano in un suggestivo silenzio dato dalla grande concentrazione. Si sentivano solo suoni che prodotti all’unisono tra piedi nudi che calpestavano il pavimento e il clap delle mani che afferravano il bastone.

Santo intanto ricordava a tutti di fare “Attenzione allo spazio”, di ” Ascoltare la musica di sottofondo” di “Evitare di lasciare i propri corpi al pascolo e di renderli vivi” e parallelamente inseriva nuovi elementi di ricerca di stati d’animo e di emozioni.

Santo, solitamente solare e ridanciano, nel suo lavoro era diventato quasi irriconoscibile, serio e professionale e impartiva ordini. Ha chiesto (o quasi ordinato) di identificare nel gruppo “Un grande amore del passato, un amore impossibile, un amore carnale ed un amore platonico” e come un direttore d’orchestra dirige i suoi elementi, Santo ha guidato i suoi allievi, dirigendo “quei corpi” che insieme, e forse senza neppure accorgersene, hanno dato vita ad un grande e suggestivo spettacolo.

Si sono create storie improbabili ma possibili che possono accadere e che suscitano delle emozioni, emozioni che devono essere espresse: i ragazzi sono entrati ed usciti da diversi contesti, con grande facilità, ma continuando a mantenere sempre alta l’attenzione. Nel frattempo però sono anche accadute altre mille situazioni che si sono affollate, si sono avvicendate e si sono sovrapposte ed anche le persone stesse hanno creato movimenti a volte più fluidi a volte più ritmati.  Ognuno ha fatto la propria mossa, ma una mossa destinata a cambiare gli schemi nello spazio e nel tempo. Alcuni equilibri si sono rotti, altri si sono creati ed altri ancora si sono rinsaldati dando vita ad una danza che è tanto teatro nella stessa misura in cui è vita. 

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La vita si sa, è capace di accarezzarti, coccolarti, volerti bene ma è anche capace di maltrattarti, schiaffeggiarti e buttarti a terra, esattamente come una “pallina nei flipper delle nostre vite” (cit. Santo Marino) ed allora ecco che una lezione di teatro ti può fare tanto bene almeno quanto una seduta da uno psicoterapeuta.

I laboratori teatrali di Peso Specifico (Via Borelli, 20 – Modena) sono tenuti oltre che da Roberta Spaventa e Santo Marino anche dalla bravissima attrice Alessandra Amerio. Per avere maggiori informazioni, potete fare riferimento al numero 3803696993.

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