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Una storia di solitudine, di tradimenti, di sangue ma anche di rivincita, di speranza e di ricostruzione: è Sangue di Giuda il libro di Milvia Comastri edito da Giraldi Editore, che sarà presentato giovedì 14 marzo alle ore 18 alla libreria Ubik di via Irnerio a Bologna. L’autrice verrà intervistata dalla scrittrice Marilù Oliva.

E’ la storia di tre generazioni, quattro donne unite da legami famigliari, ma isolate una dall’altra, anche se vivono nella stessa casa. Segreti inconfessabili e rancori hanno creato muri che pare impossibile abbattere.

Forse sarà la fuga da casa della quattordicenne Mira che riuscirà a far crollare queste barriere. Forse, dopo tanti anni, sulle macerie di quei muri si potrà costruire un nuovo edificio

MasterCopNoBandNon è una famiglia felice, la famiglia Dall’Olmo. Troppe zone buie, nella vita di ciascuna donna, troppi segreti che hanno fatto sedimentare rancori, incomprensioni, e hanno innalzato muri che pare impossibile abbattere.

La Comastri, al suo primo romanzo, ma già nota come autrice per aver pubblicato tre raccolte di racconti, spiega come sia stato facile per lei appassionarsi ai suoi personaggi “mi sono affezionata a queste quattro donne, con i loro difetti, le loro fragilità. Ho condiviso la loro sofferenza, come se fossero persone vive”.

Il titolo originale era “Isole”, con riferimento all’isolamento una dall’altra delle quattro donne, ma poi un’agente letteraria che l’ha letto, ha suggerito alla Comastri “Sangue di Giuda” che è una sorta di intercalare nei pensieri e nei discorsi di una delle donne del romanzo.  “Lo trovo adatto” dice l’autrice, “perché il sangue c’è e non solo per i legami famigliari, ma anche per il tradimento”.

Una storia che parla di solitudine, quanto è attuale questa tematica?Ho l’impressione che stiamo vivendo un periodo di profonda solitudine, anche se siamo sempre collegati con il mondo, possiamo condividere i nostri dolori, le nostre gioie, le frustrazioni, con centinaia di amici virtuali. Ma basta guardarsi intorno: al ristorante, su un autobus, su un treno, stiamo tutti lì, in silenzio, con le teste chine su uno schermo, anche se accanto abbiamo un famigliare, un amico.  E se non è solitudine questa…”

Milvia fotoQuanto c’è di autobiografico?Direi, assolutamente nulla, non amo l’autobiografismo. Solo pochi brevissimi episodi, non molto significativi”.

Quale messaggio vorresti arrivasse ai tuoi lettori?Nessun messaggio. Non ricordo quale scrittore ha detto: Se avessi voluto mandare messaggi avrei fatto il postino. E devo dire che sono d’accordo. Credo che siano i lettori a dover trovare un messaggio in un libro, e, magari, salterebbero fuori molti messaggi, uno diverso dall’altro. Non mi preme far sapere qualcosa in particolare. Vorrei solo che Celeste, Assunta, Nadia e Mira, a cui mi sono affezionata, fossero accolte nelle case di molti e, molti, se ne prendessero cura.

A quale fascia di età è consigliato “Sangue di Giuda”? “Dalla tarda adolescenza in avanti.  Uomini e donne indifferentemente”.

A questo punto non vi resta che scoprire cosa accade nella famiglia Dall’Olmo leggendovi le 258 pagine che scorrono veloci e che ti catturano sin dalle prime battute, sembra quasi di “leggere un film”!

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