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In Foto Francesco Filippi sul Set Di Mani Rosse

Circa 13.000 scatti fotografici per lo stop motion, 6.500 disegni fatti da animatori italiani ed europei per la sezione in 2D, un set di 100 metri quadri per un mediometraggio della durata complessiva di 30 minuti che ha visto la sua prima teorizzazione circa 8 anni fa. Sono questi i numeri del mediometraggio “Mani Rosse”, progetto che ha il sostegno di RAI, Telefono Azzurro e Università di Bologna Dipartimento di Scienze della Formazione la cui anteprima è prevista per questo autunno. Il padre artistico e autore di “Mani Rosse” è Francesco Filippi, 42 anni, regista, autore e formatore di San Lazzaro (città nella quale è anche cresciuto) il quale spiega come il suo progetto fosse nato prima come un cortometraggio “Poi ho avuto la fortuna di incontrare Michele Fasano della Fattva Films di Bologna, produttore grazie al quale il film si è allungato diventando così un mediometraggio!”

Non crediate che fare un film d’animazione sia molto meno costoso di un film tradizionale, infatti questo mediometraggio è costato tanto quanto un lungometraggio con gli attori e proprio per questo Filippi e Fasano sono stati molto creativi nel reperire fondi “credo infatti che sia il primo caso in Italia dove si sia riusciti a far convergere diverse forme di finanziamento, come fondi europei, crowdfounding e c’è ancora spazio per finanziamenti privati, per chi volesse approfittare dello sgravio fiscale del Tax Credit” spiega Francesco che aggiunge “Questo è un film di passione!”

 

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La storia, interamente ambientata a Bologna, racconta di due giovani protagonisti. Luna, ragazzina dalle mani rosse dalle quali esce un liquido molto simile al sangue che le permette di disegnare, facendo di lei una “graffittara” e poi c’è Ernesto, un ragazzino orfano che vive con la zia,  il quale si innamora di Luna. Entrambi stanno vivendo diversi tipi di violenze, Luna quella fisica mentre Ernesto quella psicologica data dall’iperprotettività della zia. E’ una storia di redenzione reciproca che parla ai teenager, ma anche ai loro genitori.

 

Non nasconde Filippi, con laurea in scienze della Formazione, che “L’argomento è molto difficile per il cinema dei nostri giorni pensato per genitori ansiosi, ma il fatto che la RAI lo abbia sposato come progetto mi lascia ben sperare anche per il futuro. L’analisi delle fiabe e delle emozioni è importante per i nostri figli, sono palestra per la loro realtà!”

Per quanti fossero interessati ad approfondire com’è stato realizzato “Mani Rosse” e per conoscere nel dettaglio la tecnica dello Stop Motion, Francesco Filippi terrà un work shop all’interno della manifestazione del Future Film Festival di Bologna  nelle giornate del 31 maggio e del 1 di giugno, quindi se volete avere maggiori informazioni potete cliccare qui.

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