Che il movimento e lo sport faccia bene sin dalla tenera età è ormai risaputo, ma anche quando sfocia nell’agonismo in tenera età? Sembrerebbe che non solo faccia bene, ma anche che addirittura possa aiutare a migliorare la memoria, la concentrazione, il metodo di studio e il controllo dell’emotività quest’ultima molto utile durante le interrogazioni e i compiti in classe.

cleliaDi questo argomento, a me molto caro poiché ad una delle mie figlie è stato certificato un DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), ho parlato con Clelia Aversa, 32 anni nata ad Agrigento e Bolognese di adozione.

Clelia, laureata in scienze motorie, master in posturologia clinica e massoterapista, ha cominciato a 8 anni ad Agrigento nella polisportiva “Le pulci di Agrigento” a fare ginnastica artistica ed ha terminato la carriera agonistica quando di anni ne aveva 18 per cominciare ad allenare le piccole ginnaste agoniste, prima nella sua città e poi a Bologna presso la polisportiva Energym, dove è stata accolta molto bene sin da subito. Oggi la Aversa è anche tecnico e giudice federale.

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Clelia, conosciuta nell’ambiente come una delle allenatrici fra le più esigenti, ha un compito molto importante, poiché si occupa di formare le ginnaste di un’età compresa tra i 7 e i 16 anni.

Ma come può un’attività tanto impegnativa quanto l’agonismo aiutare a scuola? Apparentemente potrebbe sembrare proprio il contrario, ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire!

Ho chiesto a Clelia in cosa consiste l’agonismo e lei mi ha risposto che si tratta di un’attività che prevede delle competizioni, prima regionali ed in caso di qualificazione si passa a quelle nazionali.

Qui comincia l’intervista vera e propria.

 

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Questo cosa significa per le bambine? Per le bimbe che passano in agonismo comporta un allenamento minimo di 15 ore settimanali, che si traducono, nel gruppo da me allenato, in soli due giorni di riposo, ammesso che non ci sia una gara, altrimenti il giorno di riposo diventa uno solo (ma è anche vero che di gare ce ne sono circa 2 al mese)

Ma non è un carico di lavoro troppo pesante per delle bimbe tanto piccole? In realtà si arriva a 15 ore la settimana dopo un percorso e solo quando riteniamo che la bimba sia già pronta si parla con i genitori e in accordo con loro si comincia a provare, se ci rendiamo conto che la bimba è troppo stanca per affrontare questo tipo di allenamento cerchiamo di comprenderne il motivo e se necessario si torna indietro.

La ginnastica a questi livelli può essere un ostacolo a scuola? Assolutamente no, anzi se ci ragioniamo con calma possiamo renderci conto facilmente che in realtà è un grande aiuto. Alle nostre atlete chiediamo di imparare coreografie a memoria (e questo è un esercizio molto importante), viene richiesto di capire le indicazioni date e dunque si sviluppa l’ascolto, favorisce la socializzazione all’interno di un gruppo, perché pur essendo uno sport individuale si è pur sempre una squadra. Infine, la possibilità di riuscire in uno sport fa molto bene all’autostima rafforzando così la fiducia in sé stessi.WhatsApp Image 2017-09-30 at 13.07.49

Non solo: crescendo, se la ginnastica è realmente una passione, diventa un ottimo strumento per organizzarsi i pomeriggi in base ai compiti, perché se i compiti non sono fatti non si può andare in palestra.

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Passiamo alla gara, come viene vissuto dalle piccole? La prima gara è un po’ come la prima interrogazione ed ognuno reagisce diversamente da un altro, c’è chi è troppo emotivo e chi troppo frettoloso. Ci sono poi quelle bambine brave a scuola che hanno un grande self control alle quali la gara costa molto, soprattutto quando non vincono ed è proprio quello il momento in cui imparano di più.

Perché fare la gara? Le gare sono importantissime perché è il momento in cui ci si confronta prima di tutto con sé stessi e poi con gli altri… Può essere paragonata ad una bella interrogazione perché indipendentemente dal risultato sei stato interrogato in una materia che ti piace e ti appassiona. La ginnastica artistica è uno sport molto difficile nel quale è più facile perdere che vincere. Sei da sola sulla trave o sulle parallele con i giudici che ti guardano e devi mostrare loro cosa sai fare, cosa hai imparato.

Fra sport e scuola, quando possono giocare le piccole atlete? A dire il vero, quando si fa questo sport e a questi livelli, il gioco è proprio la ginnastica stessa!

In conclusione Clelia, da ginnasta prima e da allenatrice poi,  non solo garantisce che la ginnastica non toglie niente, ma anzi caso mai arricchisce oltre che nell’apprendimento anche nella vita in generale “io ho terminato la mia carriera agonistica a 18 anni e non mi è stati tolto nulla ed anche il mio percorso scolastico non ne ha risentito affatto, caso mai ha rimpolpato il mio curriculum!”

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