“Mamma è volato via” quante volte ce lo siamo sentite dire dai nostri piccoli avventurieri quando vedendo un piccione o una gazza o un passerotto hanno cercato di avvicinarsi con la delicatezza che li contraddistingue?

E quante volte abbiamo dovuto fare manovre diversive cercando di schivare lo stormo, messo in fuga da nostri bimbi, che ci è passato vicino a volo radente facendoci soffocare in gola (per non fare figuracce) un grido di terrore degno de “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock?

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E quante volte abbiamo sorriso pensando a quel povero volatile inseguito dal nostro tesorino e ci siamo dette tra noi e noi “ti è andata fatta bene”?

E quante altre volte invece avremmo voluto essere come le principesse dei cartoni cartoni animati che parlano con gli abitanti alati di grandissime, bellissime e dorate voliere?

Ecco oggi per me è successo: ho conosciuto Giorgio Lullini, Petroniano di nascita, classe ’42, ornitofilo da quando aveva 4 anni grazie al padre Edgardo che gli ha trasmesso questa passione, e gestore di un’enorme voliera ospitata nel parco del circolo Arci a San Lazzaro in provincia di Bologna (meglio conosciuto come il parco delle caprette).WhatsApp Image 2017-09-22 at 14.32.52 (1)

Non capita tutti i giorni di poter visitare direttamente dall’interno una voliera che ha più di cinquanta uccellini, ma è accaduto!

Ovviamente dopo che Giorgio mi ha spiegato alcune norme di comportamento fondamentali, le stesse che spiega alle scolaresche in visita e poi, insieme, siamo entrati ed è stata un’esperienza “magica”.

Infatti Giorgio illustra velocemente ai bimbi come ci si deve comportare in presenza degli uccelli poiché i volatili vengono spaventati, non solo dalla presenza di estranei ma anche da movimenti bruschi. La prima cosa che si impara venendo qui è una regola che norma sì i rapporti fra uomo ed animale, ma che potrebbe e dovrebbe essere tenuta presente anche fra le persone: IL RISPETTO!

Ed ora spazio alla Didattica!

Dopo aver appreso la prima regola fondamentale si passa a conoscere le fasi della generazione della vita nelle specie ovipare.

Giorgio mostra con grande entusiasmo e passione prima la coppia, maschio e femmina, che depone le uova nel nido; ma attenzione! Anche il nido deve essere confortevole per i futuri genitori, un po’ come quando una mamma sceglie la casa nella quale vivere con la propria famiglia, perché come sempre non tutto va bene per tutti.

Le uova possono essere viste all’interno del nido: Giorgio ha costruito da sé diversi nidi ispezionabili dall’esterno ma, anche quando si controllano le uova, occorre prestare attenzione perché il maschio è molto protettivo nei confronti delle sua futura prole … somiglia un po’ ad un papà che vede uscire la sua bimba con il primo fidanzato: la lascia andare ma vorrebbe cavare gli occhi al ragazzino!

 

Successivamente si passa al momento della schiusa dove piccoli “pulli” (così si chiamano i piccolini volatili) sono da poche ore usciti dal nido e sono completamente incapaci di nutrirsi da soli o anche solo di sollevarsi, proprio come un bebè che appena nato necessita delle cure e delle attenzioni della mamma.

Si passa poi al momento in cui gli uccellini sono appena svezzati, ma non del tutto autosufficienti come i bimbi di 3 o 4 anni: sanno mangiare, camminare e giocare da soli ma hanno ancora bisogno di mamma e papà.

 

Ed infine nella grande voliera ci sono tutti quegli uccelli che sono stati spinti fuori dal nido perché già pronti per affrontare la vita in autonomia, proprio come dovremmo fare coi nostri ragazzi più grandicelli. Ovviamente non esiste un’età predefinita perché ognuno di noi, essere umano o animale, è unico ma ogni genitore “sa” quando è arrivato il momento di far spiccare il volo in solitaria.

 

Entrando nella voliera con Giorgio, ho avuto la possibilità di sentirmi per un giorno Biancaneve che parla anche con gli uccellini: sì perché se si rispetta la prima regola, si può osservare ed imparare molto su di loro e sul ciclo vitale!

Quindi, care mamme e papà, pensate a come sarebbe bello organizzare una gita in un posto simile, soprattutto se siete in dolce attesa e non sapete come spiegare al vostro bimbo come ci è finito nella pancia il fratellino senza che ve lo siate mangiati!

Approfittate di una gita simile per affrontare l’argomento della riproduzione e così metà del lavoro sarà fatto, anche per quando saranno un po’ più grandicelli: ormai il solito discorsetto di “Api e fiori” è passato di moda!

Se vuoi saperne di più su Giorgio Lullini e la sua storia clicca qui

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