C’era una volta intorno a dove siamo noi adesso, un fitto bosco, i cui alberi non lasciavano quasi passare la luce del sole.

Ronf … ronf … ronf …

Era solo quello il rumore che si sentiva nel bosco… del resto era notte, buio e tutti, o quasi, stavano dormendo: chi su un ramo, chi nella sua tana, chi nel nido.

Questo bosco era fitto fitto di piante: alberi altissimi e piccoli cespugli; alberi con foglie larghe come ombrelli e altri con foglioline piccole e sottili. Non passava un filo di luce, era un posto buio dove di giorno c’era appena appena una penombra truffaldina e di notte era proprio buio pesto.

Buio, notte, sonno e sogni: anche gli abitanti del bosco sognano! Quella mattina, invece, si stavano appena svegliando mentre qualche raggio di sole birichino stava rischiarando la notte del bosco.

Di solito al mattino c’era chi metteva il muso fuori dal suo buco, chi piano piano sollevava le palpebre ancora appesantite dal sonno, chi si stropicciava gli occhi e chi si lisciava il pelo …  ma non quella mattina!

Quella mattina tutti gli animali erano eccitatissimi e ciascuno voleva raccontare il suo sogno ma ben presto si accorsero che tutti avevano sognato lucette colorate che danzando nel buio rischiaravano la tranquilla e scura notte del bosco.

“Non è possibile!” Esclama il Gufo “è il mio sogno, perbacco!”

No, è il mio, non può essere il tuo. Tu non dormi neanche alla notte!” rispose la talpa e ognuno avrebbe voluto che il sogno fosse solo il suo.

Mentre discutevano animatamente si accorsero che anche la luce del giorno era “diversa”: più calda e più intensa e non veniva solo dall’alto!WhatsApp Image 2017-08-09 at 10.13.27

La grande luce si diffuse nel bosco, gli animali erano affascinati, quasi ipnotizzati dallo spettacolo.  Quella notte non chiusero occhio e videro tutti le lucette colorate: non era un sogno!

Il gran consiglio del bosco formato da volpi, scoiattoli, lucciole e gufi, decise che si sarebbe dovuto scoprire cosa stava succedendo. Al mattino seguente il consiglio si riunì e scelse due tra i volontari che si erano offerti per imbarcarsi in questa nuova avventura: l’astuta volte e l’agile scoiattolo.

I due, iniziarono il viaggio il giorno stesso, portando con sé solo poche noccioline e qualche grappolo d’uva, perché si sa il bosco è generoso ed avrebbe offerto loro il cibo e l’acqua necessari ad affrontare il viaggio.

Non ci misero molto per arrivare quasi alla fonte della luce, dove si apriva un grande prato morbido e soffice come un tappeto, ma sentendosi troppo stanchi decisero di fermarsi e di aspettare il mattino seguente per riprendere il viaggio. Al mattino quando si svegliarono si misero subito in cammino guidati dal potente fascio luminoso che si faceva ben notare anche da molto lontano. Lo scoiattolo e la volpe, per nulla intimoriti continuarono il loro viaggio, ma man mano che si avvicinavano alla fonte della luce era sempre più difficile per loro tenere gli occhi aperti.

“Sarà meglio aspettare che scenda la notte” disse la volpe allo scoiattolo “fatico persino a tenere gli occhi aperti”

“Amico mio devo ammetterlo, ma questa luce è davvero accecante” rispose lo scoiattolo che aggiunse “approfitteremo di questo giorno per riposare, così che sta sera all’imbrunire potremo riprendere il viaggio!”

volpe

“Se non fossi uno scoiattolo, ti direi che… Sei proprio furbo come una volpe!” disse la volpe ridendo e strizzando l’occhio allo scoiattolo.

Andò tutto secondo i loro programmi, dormirono, si riposarono ed all’imbrunire erano pronti per dirigersi verso quelle tenui lucine che però si facevano ben notare.

“Potrebbero essere lucciole giganti” azzardò lo scoiattolo.

“Non credo proprio” lo contraddisse la volpe “Se così fosse di giorno non si vedrebbe il grande bagliore!”

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“E se fosse la strega del bosco che ci vuole attirare nella trappola?” continuò lo scoiattolo che iniziava ad essere preoccupato ma la volpe lo rassicurò “Dai noi non ci sono streghe!”.

Lo scoiattolo non era ancora convinto così incalzò l’amico dicendo “In ogni bosco ce n’è sempre una!” la volpe non era intenzionata a farsi spaventare e così disse “Beh, allora vorrà dire che noi dovremmo essere più furbi di lei!”

Mentre parlavano si accorsero che la curiosità stava per cedere il passo alla stanchezza e senza che se ne accorgessero i due animaletti si addormentarono accoccolati uno sopra l’altro.

Venne il mattino e di nuovo la luce accecante non permetteva loro di andare in quella direzione, la volpe allora disse: “Qui sta succedendo qualcosa di strano, quasi di magico!”

“Di magico? Allora avevo ragione io! Ci sarà una strega e non vuole che ci avviciniamo a casa sua!”

“Non essere ridicolo scoiattolo, le streghe non esistono, dobbiamo solo trovare il modo di avvicinarci alla fonte della luce, ci serve solo un po’ di astuzia in più…” La volpe cominciò a pensare a come fare per avvicinarsi quando la luce era così forte, ma fu lo scoiattolo ad avere l’idea “benderemo i nostri occhi con delle foglie e lasceremo che quel poco di luce che filtra ci guidi alla fonte della luce”

“E’ un’ottima idea amico mio! Sei davvero furbo come una volpe!” scherzò la volpe più sollevata e riservando un sorriso all’amico.

La ricerca per trovare le foglie fu piuttosto lunga, una era troppo piccola, una troppo poco trasparente, una faceva venire l’orticaria, l’altra puzzava, fino a quando trovarono quella giusta: la foglia di Gelso.

Si misero le foglie sugli occhi ed erano già pronti per avviarsi verso la fonte di tutto quel trambusto, quando la volpe si ricordò di una cosa e disse “aspetta un attimo, temo che questa sera ci possa di nuovo cogliere impreparati la stanchezza, perché è davvero strano quello che ci è successo ieri”.

“Quindi ci arrendiamo?” chiese lo scoiattolo un po’ seccato.

Certo che no! Il gran consiglio mi ha dato un po’ di polvere di fata da utilizzare in caso di problemi e credo che questo sia il momento giusto per usarla…”

“Avevo capito non credessi alle streghe?!” lo sbeffeggiò lo scoiattolo

“E infatti non credo alle streghe, ma alle fate si!”

Scoiattolo e volpe si cosparsero di polvere fatata e si avviarono in direzione della luce con gli occhi coperti dalle foglie.

Pian piano si avvicinarono sempre di WhatsApp Image 2017-07-17 at 20.05.24 (1)più, fino a quando, videro attraverso le foglie affievolirsi la luce, si tolsero le bende giusto in tempo per vedere il sole tramontare. Proprio in quel momento, mentre il sole calava e il buio si faceva strada scorsero non troppo lontano un fungo con un grande cappello rosso. I due amici si avvicinarono al fungheto il quale reclinò il suo rosso cappello in segno di saluto e disse loro: “Benvenuti!”

I due amici si guardarono e risposero al saluto con un cenno del capo poi il fungo continuò: “Mi chiamo Picaro e vi stavo aspettando, sapevo che sareste arrivati. La vostra furbizia, la vostra determinazione e un po’ di magia vi hanno guidato fin da me!”

“No scusa ma non stavamo venendo da te, sei gentile ma noi stiamo cercando la grande luce che di notte diventa tante lucine più tenui, quasi come fossero delle stelline. Ci puoi dire qualcosa in merito?” chiese lo scoiattolo.

“Posso fare di meglio che dirvi qualcosa, posso farvi vedere da dove viene!” disse il fungo.

“Senza offesa” disse la volpe “ma tu sei un fungo e da qui non puoi muoverti”.

“Abbi ancora un attimo di pazienza e un po’ di fede così potrò mostrarti tutto senza spostarmi da qui!” rispose il fungo.

La volpe e lo scoiattolo non avendo altre alternative decisero di aspettare. Proprio in quel momento la luna cominciava a fare la sua apparizione in alto nel cielo in tutto il suo splendore colpendo la grande testa del fungo rosso che con grande maestria rifletteva le prime tenui lucine. Fu il fungo a rompere il silenzio e disse: “Sulla mia testa non ci sono delle insulse macchie bianche che mi renderebbero velenoso, ma ci sono tanti piccoli tondi di specchio. La fata del bosco è passata da me e ha visto che ero triste e quando le ho detto che non volevo essere un fungo velenoso mi ha concesso la possibilità di essere questo: un fungo luminoso. E’ da quel giorno che quando il sole e la luna mi abbracciano io rifletto la loro luce donandola a tutto il bosco e ai suoi abitanti. La fata ha anche fatto una magia per evitare che qualcuno volesse raccogliermi ed ha reso accecante la luce del giorno e ha fatto diventare un sonnifero le luci della sera”.

Grande fu la gioia dello scoiattolo e della volpe di scoprire una tale magia, ma fu ancora più grande la gioia del fungo che disse loro “Era tanto che non vedevo nessuno e mi piacerebbe tanto avere degli amici e spero che ora potremo diventarlo”

“Certo che si!” rispose lo scoiattolo andandosi a posare sotto al gambo del fungo, mentre la volpe perplessa disse “piacerebbe anche a me, ma è stato molto faticoso arrivare fino qui e non possiamo chiedere altra polvere di fata”. Scoiattolo e volpe erano dispiaciuti, perché quella sembrava essere l’ultima volta che i tre si incontravano fino a quando il fungo parlò: “Per tornare da me, vi basterà pensare intensamente a me, a questa radura e pronunciare la parola magica: Stellina! Io saprò che starete arrivando e potrò guidarvi senza accecarvi e senza farvi addormentare!”

Da quel giorno i tre diventarono grandi amici e passarono molti e molti giorni e tantissime notti insieme parlando dei loro sogni e ricordandosi sempre del loro primo incontro, mentre il bosco da luogo buio, freddo ed impenetrabile diventò vivo, accogliente e luminoso.WhatsApp Image 2017-09-14 at 11.45.41

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