La Rabbia, lo sappiamo tutti, è una di quelle emozioni che rientra fra le più sgradevoli da sopportare e da gestire. Se per noi adulti è già così complicato fare i conti con un sentimento tanto oscuro, quanto può essere difficile per un bambino sperimentare un simile impulso? E soprattutto il bambino saprà dargli un nome? Perché dargli un nome e riconoscere la rabbia è già un buon inizio.

Per i bambini dai 3 ai 5 anni ci viene in aiuto uno dei libri più efficaci per parlare di rabbia il cui titolo è “Che rabbia!” di Mireille D’Allancé. E’ importante però tenere conto che non esistono libri medicina per tanto: va benissimo leggere un libro, ma credo sia altrettanto importante far capire al bambino cosa prova Roberto (protagonista della storia) e far gli conoscere l’importanza del provare Rabbia. Per questo (un po’ per gioco ed un po’ per necessità) ho messo a punto questo progetto/laboratorio, per i bambini della scuola dell’infanzia, attraverso il quale far familiarizzare i bambini con la Rabbia.

IMG-20170323-WA0009Leggo alla classe il libro con la tecnica del Teatrino Kamishibai: la prima volta senza alcun commento, mentre la seconda volta lo leggo spiegando alcuni passaggi importanti (di come il papà sia distratto e non si accorga del malumore di Roberto, di come la giornata peggiori quando per cena gli vengono presentati gli spinaci, di come Roberto si arrabbi e di come si trovi a dover fare i conti da solo con questa sgradevole sensazione e di come alla fine riesca a calmarsi) e la terza volta lo rileggiamo assieme.

Ho portato questo progetto già in diverse scuole, incontrando più di 250 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, e mi sono trovata davanti ad alcuni bimbi che ovviamente già conoscevano la storia, alcuni persino a memoria, ma nessuno si è opposto ad ascoltarla, anzi mi hanno aiutata.

20170321_232102.jpgFinita la lettura del libro, dedico un momento individuale a ciascun bambino per consegnare loro un piccolo pupazzino strampalato fatto di lana rossa (c’è chi dice che sembra una piovra e chi dice che sembra una fiamma) che rappresenta la rabbia e chiedo loro cosa di più li fa arrabbiare. Cerco di avere un po’ spazio attorno perché i bambini, lo sapete, si lasciano spesso influenzare dai compagni… Sono state diverse le risposte e alcune, fra le più comuni, sono i fratelli e le sorelle (non solo i più piccoli, ma anche i fratelli più grandi fanno arrabbiare). Il primo posto in fatto di “far arrabbiare” lo detengono i genitori: o perché giocano poco con i propri figli, o perché li portano a scuola o perché non sgridano fratelli e cugini quando rompono i loro giocattoli.

Assieme alla Rabbia viene consegnata anche una scatolina di cartoncino (fatta con la tecnica degli origami) per permettere loro di conservare all’interno la Rabbia.

Le Rabbie possono essere distribuite (quindi preparate da un adulto prima) o realizzate assieme ai bambini più grandicelli (almeno 5 anni), la stessa cosa vale anche per le scatoline, anche se sono un po’ più difficili da realizzare.

Assegnata ad ognuno la propria Rabbia, si dice loro che è importante comunque poter essere arrabbiati … ma senza esagerare!

Quando si è arrabbiati però bisogna essere anche capaci di calmarsi: ecco una nuova attività collegata, ispirata al Barattolo della calma Montessoriana, che permette ai bambini divertirsi nella realizzazione e di rilassarsi nell’utilizzo: è la bottiglietta della Calma.

F20170326_231915accio portare a scuola le bottigliette da o,33 cl e le riempiamo di acqua tiepida. In un bicchierino da caffè mettiamo 4 cucchiaini di sale che coloriamo con meno di mezzo cucchiaino di tempere (scegliamo colori sempre tenui). A questo punto siamo pronti per trasferire il sale colorato dentro alla bottiglietta piena d’acqua. Si aggiungono i brillantini di diversi colori e 10 ml di detersivo per i piatti (io utilizzo la siringa senza ago).

Importantissimo: ricordarsi sempre di sigillare i tappi delle bottigliette con la colla a caldo! 

Se avete intenzione di proporre questa attività, ricordate che tutto il laboratorio si svolge in circa due ore abbondanti, a fronte di una classe di circa 25 bambini.

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