cesenetaicoSono le ore 20,22 di una giornata non lavorativa e noi siamo ancora in macchina in fila assieme a non so quanti altri genitori che cerchiamo di rientrare a casa dopo le gare regionali di ginnastica artistica. E così con il sole che cala e le auto che mi circondano rivivo i tre giorni appena trascorsi e mi chiedo se ha avuto senso fare più di 400 chilometri in due giorni per non vedere salire sul podio la propria piccola e ancora di più… lo rifarei?
Ecco la risposta! Si, si è ancora si! Perché?  Perché le mie bimbe, così come tutte le altre che hanno partecipato, si sono portate a casa molto di più di una medaglia e nello specifico:
Autonomia,  fiducia, pazienza e rispetto.
Autonomia perché in campo sono da sole (o meglio senza genitori a risolvere problemi) a fare i conti con le proprie esigenze, che vanno dalla più piccola sciocchezza come soffiare il naso o alla pipì urgente o peggio ancora: l’ansia da prestazione!
Fiducia perché devono affidarsi ai propri allenatori sia per preparare gli esercizi,  per le correzioni che per essere accompagnati nel campo gara e sono sempre loro che gli scandiscono la giornata . Pazienza perché sono normalmente gare lunghe, su più attrezzi e che richiedono il sapere aspettare il proprio turno,  possibilmente in silenzio,  aspettare senza perdere la concentrazione.
Rispetto perché questi atleti devono essere in grado di rispettare le decisioni dei giudici e diciamoci la verità non è sempre facile,  soprattutto quando ti dicono che sei ultimo in classifica!  Ma loro sono atleti e, per giovani che siano, sanno che ci vuoi disciplina e che si tratta di una competizione nella quale non sempre si può vincere.
Questo non significa che il loro allenamento non sia servito o che non abbiano fatto bene,  significa semplicemente che qualcuno ha fatto meglio!
A ben pensarci queste gare sono una vera e propria palestra di vita per questi nostri giovani.
Infine da inguardabile romantica, vorrei sottolineare il lato umano e sociale di queste giornate trascorse assieme e che fanno bene tanto ai bambini quanto ai genitori,  poiché staccati dalla routine possono dedicare un po del loro tempo a mangiare un panino assieme e a conoscere gli altri che stanno vivendo la stessa esperienza,  con la stessa ansia.
In quanto ai bambini o adolescenti che siano, loro sanno come stare bene fra loro anche in situazioni caotiche come queste.
Infine ritengo che anche fare parte di una squadra permetta loro di sentirsi parte di qualcosa, pur mantenendo la propria individualità, che anzi in situazioni come questa viene viene rafforzata dalla squadra.
Ecco allora trasformata una gara, in una vera e propria gita pseudo didattica,  dove oltre ad un minimo accenno di geografia, abbiamo imparato a crescere insieme!

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